Sessione 44: buio oltre il buio..

Dal diario di Barzok

Comincia l’esplorazione della caverna stranamente troppo buia per essere una normale caverna, ma gli Unti vanno avanti e cercano di trovarsi una via in quell’oscurità. Durante l’esplorazione i nostri scoprono che, oltre a delle piccole spiaggette, vi sono anche delle colonne di roccia che altro non sono che dei punti di guardia di creature presumibilmente semiacquatiche che Dakor e Leletto non riescono a riconoscere.
Grazie ai sui poteri Leletto capisce che all’interno della caverna ci sono molte fonti magiche e quindi bisogna essere molto attenti. L’innaturale oscurità lo porta a tantare di dissolverla con la magia e per un attimo funziona, ma poi ricade immediatamente tutto nell’oscurità, giusto il tempo per Artèl di notare una creature mostruosa su una riva della caverna fatta di tentacoli e ali nere. La caverna sembra sempre più inquietante e pericolosa e ad aggravare questa sensazione si aggiunge il ritrovamentp del corpo mutilato del Re Rajat. Quale potere può aver ucciso il potente Lich a cui gli Unti davano la caccia, quale forza può aver mutilato così quel poco che già rimaneva del suo corpo?
Chiunque sarebbe fuggito sapendo quali agenti mostruosi operano i questi luoghi, ma non gli Unti di Gradsul, la forza che li anima a salvare il loro compagno Barzok è troppo forte per fermarsi a queste apparenze. È così che nell’oscurità innaturale di questo posto vedono una luce, una luce tremolante che viene loro incontro, nell’incertezza attaccano l’entità e quella in un attimo scompare. Artèl riconosce nel suo bestiario un fantasma, è quindi sicuro di non averlo colpito ma solo spaventato, chissà se lo reincontreranno…
Ormai l’unica parte della caverna da esplorare è quella dove, in quel breve intervallo di luce, gli Unti hanno visto la creatura tentacolare. Arrivati sulla spiaggi infatti sentono la presenza di qualcosa di fronte a loro che però non riescono a vedere ne a colpire. Sembra invincibile il mostro tanto che Artèl scappa più volte in preda alla paura (indotta magicamente e non), quando ad un tratto Leletto ha un’illuminazione e comicia ad attaccare il mostro con incantesimi di luce e di fuoco.
Gli Unti trovano finalmente il punto debole della creatura che stanno combattendo e in poco tempo la eliminano notando anche che con la sua morte anche a l’oscurità magica della caverna si dissolve.
La via però non è ancora libera e all’ingresso di quello che sembra l’inizio di un sistema di gallerie vi è una porta, non come quelle incontrate di solito, ma una porta fatta di ombra e oscurità. Quali pericoli o tranelli può aspettare chi attraversa una porta fatta di ombra. Dakor lo scopre a discapito di un pugnale magico, attraversando la porta tutto ciò che è magico scompare. Gli Unti sono così costretti ad abbandonare, temporaneamente tutti i loro oggetti magici per attraversare il passaggio.
La stanza in cui entrano sembra una stanza degli orrori, arnesi da tortura, ganci, pinze e altri oggetti macabri sono sparsi in qualla che sembra proprio la sala delle torture, da cui parte un’altra galleria, forse qui ha trovato la morte Rajat. La vista di questo spettacolo rafforza ancora di più la determinazione a salvare Barzok prima che sia troppo tardi…

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