Sessione 45: Se un uomo dimezzato si chiama nano, un nano dimezzato come si chiama?..

Dal diario di Barzok

Quanti pericoli si nascondono nell’ombra e quante trappole, ormai sicuri di essere ospiti sgraditi e tutt’altro che inattesi gli Unti si fanno strada nel nascondiglio di Cleg Zinker. Tra trappole e punti di guardi sono costretti a separarsi, Fulgensio e Leletto si imbattono in una lastra di pietra che sta chiudendo la galleria e fanno appena in tempo a passarci sotto mentre Artel e Dakor rimangono indietro vicino ad un punto di guardia dove hanno appena sventato un agguato per poi trovare un passaggio segreto.
Fulgensio e Leletto capiscono subito di trovarsi in una sorta di prigione piena di cadaveri, ma senza Barzok, i cadaveri sembrano tutti umani tranne uno che sembrerebbe un drow, un elfo oscuro. L’attenzione dei due viene però deviata quando dalle profondità della galleria, un’urlo lancinante squarcia le tenebre, è Barzok e sembra stia soffrendo mortalmente, non c’è tempo da perdere. Un’altra lastra di pietra sta rischiando di chiudere loro il passaggio e un’altra volta scivolano in tempo o quasi visto che Fulgensio stava per rimetterci la mano, se non fosse stato per l’incantesimo “Unto“, e la lastra si chiude alla loro spalle.
Intanto i due fratelli esplorano il passaggio segreto scoprono che da un lato la via d’uscita è nella stanza delle torture mentre dall’altro escono in una piccola cella con dentro solo un cadavere, fuori dalla cella si trovano anche loro nel luogo in cui qualche minuto prima sono passati i loro compagni d’avventura. Ovviamente tutte le vie ora sono chiuse tranne quella da cui sono venuti, ma Artèl nota in un’altra cella una porta segreta che solo un ladro avrebbe potuto individuare. Oltre quella porta però non c’è un altro passaggio segreto come avevano sperato ma trovano una piccola stanza con all’interno un altaretto a forma di drago che con la bocca regge un piedistallo, sopra al piedistallo appoggiato c’è un pugnale dalla lama rossa di una fattura incredibile, quasi perfetta. Ovviamente un oggetto di tale valore è protetto da una trappola di altrettanto pregio, così tanto che purtroppo Artèl la fa scattare. La deflagrazione è potente, ma i due fratelli riescono a salvarsi per chissà quale strano destino e riescono così a mettere mano sul pugnale che anche dopo l’esplosione è ancora intatto.
Nel frattempo Fulgensio e Leletto seguono le grida di dolore di Barzok e so trovano alla fine del corridoio con due porte chiuse. Mentre decidono quale delle due aprire per prime, una si apre e i due si trovano difronte proprio Cleg Zinker che li squadra con un misto di sorpresa e preocupazione. Forse non è ancora arrivato il momento del confronto col famigerato nemico e così cleg inspiegabilmente scompare nel nulla e non si fa più vivo. Dentro la stanza la scena è raccapricciante, due prigionieri sono incatenati alla parete, uno di loro è Barzok che semicoscente e in un lago di sangue ancora si dimente per liberarsi promettendo vendetta a Cleg. Rapido l’intervento di Leletto che cura le ferite del suo amico ma si rende conto che qualcosa non sarà più come prima per lo sventurato nano… qualcosa che manca.. qualcosa che Barzok rimpiangerà per tutta la vita..

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